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06 Mag 2004

Quando il rapporto con l'arte non conosce mediazioni, ciò che ne nasce è un flusso potente e diretto di emotività.

Per Paola Bona dipingere non è altro che "vivere", vedere e reinterpretare i colori che la circondano, riprodurre con passione e vitalità ciò che la colpisce.

Il rapporto emotivo che si fa filosofia artistica è semplicemente la risposta ad un bisogno profondo di reazione, di fronte ad una persona, un episodio, un fenomeno che colpisce l'immaginario dell'autrice e la costringe a reinterpretarlo, a liberarlo dalla sua mente con l'espressione pittorica.

La ricerca e lo studio cromatico sono così un veicolo privilegiato per la realizzazione dell'artista, un filo diretto con la sua vicenda personale, inscindibili ed al tempo stesso interdipendenti: "L'istinto - afferma Paola Bona - mi porta a creare il dipinto momento dopo momento, facendo sì che l'equilibrio della narrazione pittorico derivi da una complessa trama di elementi, figure e simboli, che si compenetrano, nella finale ricerca di un colore forte, vivo, sicuro."

Ed è dall'energia, tra la matrice astrattista e quella figurativa, che ci si sente investiti di fronte alle opere di Paola Bona:

"Per un periodo piuttosto lungo ho dovuto interrompere la mia produzione - spiega l'artista - poi, con naturalezza, l'incontro con una persona capace di risvegliare la natura creativa dell'arte mi ha stimolato e riportata od esprimermi su tela. Abito in un luogo di natura, dove i colori che mi circondano suggeriscono continuamente trame e realizzazioni che vogliono essere trasmesse".

In una vita in cui ogni forma visiva è arte ed ogni suggestione pretende di essere lasciata fluire attraverso la pittura, anche le parole assumono un'importanza diversa, più profonda, più vera. "È così che ho conosciuto la poetessa Silvia Rosa: sentendola recitare. Le sue poesie, a tratti caratterizzate da espressioni forti come schiaffi, avevano la stessa vividezza, lo stesso rapporto emozionale che ho sempre sentito con la mia pittura. L'ho voluta conoscere ed è nota la nostra collaborazione".

"Colore e parole", quindi, in un connubio che è sempre equilibrio e sincerità espressiva, articolata in venticinque opere a tempera che raccolgono un mondo vissuto, vicino, ma visto con gli occhi di un'artista che non può fare a meno della sua arte.

Venticinque opere a tempera che esprimono un rapporto diretto, un fluire immediato tra l'emotività dell'autrice e la ricerca di un colore volto a comporre uno spontaneo mosaico che trasforma le suggestioni di una vita, tratte dalla natura, dalle persone, dalla poesia, in espressione artistica vivida ed irrefrenabile.

Questa è Paola Bona, pittrice per cui l'emozione è vissuta con sincerità sulla tela, e per cui l'equilibrio e la positività delle percezioni devono essere trasmesse ad ogni costo, originando spontaneamente le opere che le rappresentano.

Giovanni Vagnone di Trofarello e di Celle

 

 

La mostra dell'artista Paola Bona a Palazzo Paravia, in piazza Statuto, coniuga molto bene l'astrattismo con l'arte figurativa. Si intitola "Colore e parole" la sua esposizione, che comprende 23 opere a tempera, capaci di esprimere un fluire immediato tra l'emotività della pittrice e la sua ricerca di un colore volto a comporre un mosaico tale da trasformare le suggestioni della vita, tratte dalla natura, dall'incontro con le persone, e dalla poesia. Per Paola Bona, nata a Torino nel 1963, allieva del maestro Francesco Preverino, diplomatasi nel 1986 all'Accademia Albertina di Belle Arti sotto la guida di Nicola maria Martino e Francesco Casorati, attiva nel capoluogo subalpino, il rapporto con l'arte non conosce mediazioni ed è capace di esprimere un flusso potente e diretto di emotività. Il rapporto emotivo diventa capace di esprimere il bisogno profondo di reazione di fronte a una persona, un incontro con un animale, che possono colpire l'immaginario dell'artista. Il suo veicolo artistico privilegiato è rappresentato dalla ricerca e lo studio cromatico. Ogni forma visiva diventa arte, che non può prescindere dalla parola, dato anche il profondo legame di Paola Bona con la poesia.

Mara Martellotta

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Ultima modifica il Giovedì, 05 Ottobre 2017 13:53
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Paola Bona

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