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"Risposta" - tempera su tela 90 x 150

Poesia per il quadro

Ho il cuore aperto come una tomba, che sprofondando nel passato inghiotte il tempo e tutto quello che d'intorno le mie mani stringono nell'attesa di un'attesa, se cerco le risposte che ho cercato quand'ero io in un'altra vita, risponde di me stessa l'ombra e tace. Al centro del mio ventre c'è una porta chiusa, che ha radici nell'azzurro e rifiorisce a ogni inverno i frutti rossi della morte e gialli, e attendo ora che dal buio ritorni pioggia di minuti e il tempo mi restituisca tutti i miei fantasmi, e luce nuova, e neve di cotone per asciugarmi gli occhi pezzo dopo pezzo scomposti in milioni di frammenti, ma dal centro del mio essere si aprono voragini di ore e giorni di attese lunghe come un viaggio intorno al mondo che non ha mai avuto ritorno certo, e credo infatti di aver lasciato altrove le labbra con tutti i miei silenzi, quelli veri, quelli che dal cuore aperto come una caSa in festa hanno atteso anni siderali per esplodere in un'altra attesa e ancora e poi nel ventre hanno seccato tutte le illusioni e son rimasti coriandoli e vetri rotti. E sul palmo delle mie mani c'è una piaga, un luogo taglio scuro che mi nascondo, piccolo sentiero che porta al bosco e lì, nel verde di un' attesa, i resti di un palazzo che svettava le sue torri fino al cielo e ora ci sono solo pietre e muschio e una finestra senza vetri e sembra che ogni cosa sia dentro e anche fuori questa dimora antica, che respira piano come sussurrasse. Che poi potrebbe essere una lastra di cemento armato, un blocco di gelo nel mezzo di una strada che un tempo era la via da non perdere e ora è persa insieme a una riposta che arriva delicata ma cade in questo vuoto così ingombrante, che se non avessi dita come lenze scivolerebbe via insieme al tempo, alle schegge di colore che mi vorticano sui fianchi sordi al suono di un frullare d'ali, all'odore di disinfettante che tutto questo bianco come una parete d'ospedale mi cuce addosso, e ora che ho trovato un no dove era stato un altro non lasciarmi, e ora che ho maturato di ogni attesa il bandolo di carne, io voglio credere che dalla distanza qualcuno accolga tutte le mie ore e i miei giorni e mi restituisca una vocale e lettere per scrivere coi colori accesi il mio domani quello che sarebbe stato l'oggi, adesso qui, dopo l'unghia spezzata di tutte queste attese io canto quiete e grido candida preghiera con mani forti, per essere in tutto questo spazio la soglia oltre la quale mi aspetta il miò ritorno.

Silvia Rosa

Paola Bona

realizzazione dipinti e pannelli decorativi ad olio e a tempera

Sito web: www.paintingsbona.com Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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